Fisioterapia, tanti auguri Aifi: da 65 anni al servizio del cittadini

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Buon compleanno AIFI! Sabato 8 giugno l’Associazione italiana di Fisioterapia ha compiuto 65 anni dalla propria fondazione. Una ricorrenza importante, festeggiata nel corso di un convegno a cui hanno preso parte numerosi fisioterapisti ed esponenti delle istituzioni, che si sono confrontati sullo sviluppo della scienza della Fisioterapia in relazione all’evoluzione dei bisogni sanitari della società.

L’evento, dal titolo ‘Empowering physiotherapy, enhancing society. Una società che evolve’, si è tenuto presso l’hotel ‘The Building Meeting’ di Roma. Il compleanno di AIFI ha celebrato oltre mezzo secolo di vita; nata nel 1959 come AITR Associazione Italiana Terapisti della Riabilitazione, l’associazione ha avuto un primo cambio di denominazione nel 2002 in AIFI Associazione Italiana Fisioterapisti per poi assumere nel 2020 la denominazione di Associazione Italiana di Fisioterapia al completamento della trasformazione in società scientifica. in questi 65 anni, AIFI ha cercato di contribuire alla crescita della cultura sanitaria nel Paese con una presenza attiva nelle dinamiche sociali e politiche e con contributi fattivi nell’evoluzione culturale e scientifica dei professionisti che interpretano nel quotidiano la Fisioterapia nei più diversi luoghi di attività: ospedali, ambulatori, domicilio dei pazienti, case di riposo, centri diurni, università, centri di ricerca, scuole e luoghi di lavoro.

Numerose e ricche di contenuti le sessioni del convegno, moderate dal Presidente AIFI, Simone Cecchetto, dal Consigliere Nazionale Responsabile della Produzione Scientifica, Silvia Gianola e dal Vicepresidente AIFI, Andrea Turolla.

Nella sessione che ha aperto i lavori congressuali, dal titolo ‘Empowering Society- L’evoluzione dei bisogni sanitari della società: quali bisogni reali e quali bisogni percepiti?’, sono intervenuti il presidente della Federazione Nazionale degli Ordini dei Fisioterapisti (Fnofi), Piero Ferrante, e Maria Vitale di CittadinanzAttiva. «Abbiamo parlato dell’evoluzione della professione del fisioterapista- ha spiegato Piero Ferrante- che ha visto l’importante novità della nascita degli Ordini dei Fisioterapisti; proprio con AIFI l’8 settembre 2022 abbiamo festeggiato la pubblicazione del decreto ministeriale che sanciva la nascita degli Ordini che sarebbe poi divenuta effettiva il 15 dicembre 2022. Tante cose da quel giorno stanno accadendo e tante sono in divenire per la professione del fisioterapista. L’istituzione dell’Ordine dei Fisioterapisti ha un riverbero importantissimo nella vita del professionista, nella vita dei cittadini, nel riconoscimento istituzionale del fisioterapista poiché questo Ordine regolamenta, aiuta, si relaziona, si confronta, propone strategie e politiche».

«I bisogni dei cittadini- ha aggiunto Maria Vitalestanno sempre più crescendo, anche rispetto alla riabilitazione e alla fisioterapia, due delle dimensioni forse più importanti per lsalute di tutta la collettività. È stato un piacere partecipare al compleanno di AIFI, a testimonianza dell’evoluzione che l’Associazione ha avuto in questi anni e del suo contributo all’evoluzione della professione sanitaria dei fisioterapisti in Italia’. Vitale si è detta ‘preoccupata da alcune questioni: l’accesso ai Lea, alle prestazioni essenziali che devono essere garantite alla popolazione di tutte le età e condizioni, come quelle in età evolutiva o quelle rivolte a pazienti con patologie croniche; altro aspetto critico quello delle liste d’attesa anche nell’ambito della riabilitazione che minano la tutela del diritto di salute’.
‘Nel corso della mia relazione-
ha proseguito- ho poi elencato le principali questioni che riguardano le segnalazioni fatte dai cittadini e dai pazienti con patologie croniche o rare rispetto all’accesso ai servizi sanitari di riabilitazione e fisioterapia nei diversi contesti, sia di degenza, che ambulatoriali che domiciliari».

Il Direttore Sanità, welfare e coesione sociale della Regione Toscana, Federico Gelli, Rosella Saulle del Centro GRADE di Roma e Tiziano Innocenti, Direttore Unità di Metodologia della Fondazione Gimbe, assieme ad un contributo video dellla dottoressa Velia Bruno dell’Istituto superiore di sanità (Iss), sono stati i relatori della seconda Tavola Rotonda, dal titolo ‘Empowering Societies – Il contributo delle Società Scientifiche
e del Sistema Nazionale Linee Guida per potenziare le risposte del Sistema Salute’. Dopo l’entrata in vigore della legge Gelli-Bianco, «le società scientifiche sono diventate l’attore principale per la stesura e la diffusione delle Linee Guida- ha precisato Federico Gelli, estensore della legge che porta il suo nome – attraverso il Sistema nazionale Linee Guida, che guida tutti processi riguardanti le Linee Guida, divenute un possibile riferimento esimente per la responsabilità dei professionisti sanitari. Le 450 società scientifiche accreditate con i criteri e le caratteristiche previste dal decreto legge che fu emanato immediatamente dopo l’approvazione della norma ha permesso di censire le realtà che nel nostro Paese potranno scrivere documenti scientifici di riferimento per la pratica clinica come Linee Guida o buone pratiche clinico-assistenziali»’. E AIFI è una delle società scientifiche iscritte in tale elenco fin dal novembre 2018.

«Il GRADE- le parole di Rosella Saulle- è una metodologia ormai riconosciuta a livello internazionale da oltre 110 organizzazioni e che si offre come supporto dello sviluppo e produzione di Linee Guida. È assolutamente importante, in quanto valuta la qualità, la certezza delle prove, l’affidabilità e filtra le informazioni proprio per rendere ottimali anche le raccomandazioni, per una migliore gestione dei pazienti e per assistere soprattutto i clinici nel prendere decisioni in merito alla gestione appropriata delle diverse condizioni».

«I vantaggi della metodologia GRADE– ha poi precisato- sono la trasparenza e l’esplicitazione della qualità delle prove, ma soprattutto il modo in cui si arriva alla formulazione delle raccomandazioni. Prende in considerazione non soltanto la qualità delle evidenze ma anche le preferenze dei pazienti e le risorse da investire; rappresenta quindi un processo molto importante per influenzare anche la qualità dell’assistenza sanitaria».

Particolamente stimolante per l’uditorio anche l’intervento di Tiziano Innocenti. «Quando si parla di ecosistema delle evidenze- annota Innocenti- è importante farsi soprattutto delle domande. Per questo ho voluto spingere a interrogarci sul fatto se stiamo facendo abbastanza per incentivare una ricerca di qualità, rilevante, integra e che intercetti realmente le necessità delle persone, dei professionisti e dei servizi sanitari. E, ancora, sul fatto se siamo formando in modo adeguato i professionisti di oggi e di domani a produrre e a utilizzare le evidenze. E, infine, se i meccanismi attuali di valutazione della produzione scientifica e di attribuzione dei fondi di ricerca stiano premiando la qualità e non la quantità della produzione».

Dopo una breve pausa, i lavori sono ripresi all’insegna delle emozioni e dei ricordi durante la sessione ‘AIFI: ieri, oggi e domani’, in cui hanno portato il proprio saluto e augurio gli ultimi tre past president dell’Associazione, Vincenzo Manigrasso, Antonio Bortone e Mauro Tavarnelli. Manigrasso ha sottolineato l’altissima qualità delle recenti proposte formative di AIFI come il convegno dell’ottobre scorso e invitato tutti a ripetere l’esperienza storica di AIFI, quella di lavorare tutti nella stessa direzione anche se talvolta ci si può trovare in dinamiche di maggioranza e opposizione. Con Bortone si sono ripercorsi gli anni in cui AIFI è diventata Associazione maggiormente rappresentativa e ha svolto, da associazione privata ad adesione volontaria, un ruolo di tutela della professione prodromico a quello che oggi, con maggior forza istituzionale, è rivestito dagli Ordini: prendendo in prestito le parole della canzone di Cesare Cremonini ‘Buon viaggio’, ha aggiunto che ‘per quanta strada ancora c’è da fare, amerai il finale’. Tavarnelli ha ricordato come il presente di AIFI sia estremamente luminoso così come il suo futuro. «L’augurio- ha ricordato- è che la nostra società scientifica faccia tanta politica sanitaria, perché la società scientifica può incidere molto sul Sistema Salute».

L’emozione e il ricordo hanno poi lasciato il posto alla commozione: i presenti hanno infatti ricordato con un lungo e caloroso applauso Mauro Gugliucciello, fisioterapista di Udine scomparso alcuni anni fa, figura storica e chiave di molte delle evoluzioni normative che i fisioterapisti e più in generale le professioni sanitarie hanno vissuto negli ultimi venticinque anni.

Concluso il momento dei ricordi, il convegno ha visto uno spazio dedicato alla filosofia della scienza con una lectio magistralis dal titolo ‘Quando una scienza è una scienza?’ di Luca Guzzardi, professore associato, Dipartimento di Filosofia ‘Piero Martinetti’, Università degli Studi di Milano, che citando anche il capolavoro di Stanley Kubrick, ‘2001: Odissea nello spazio’ ha ricordato che lo spirito cooperativo, l’andare oltre le apparenze del momento, l’innovazione, la falsificazione sono alcune delle strade che possono essere percorse per rispondere al quesito affidatogli.

A concludere l’evento è stata la sessione intitolata ‘Empowering Physiotherapy: l’evoluzione della scienza della fisioterapia per l’evoluzione del Sistema Salute’. Hanno animato il dibattito la vicepresidente Fnofi, Melania Salina, il professore ordinario e Direttore del Dipartimento di Scienze biomediche e neuromotorie dell’Università di Bologna, Paolo Pillastrini, la coordinatrice del corso di Laurea in Fisioterapia dell’Università di Firenze, Patrizia Galantini, e l’Editor in chief of Archives of Physiotherapy e professore associato Supsi, Marco Barbero.

«Gli elementi emersi– ha sottolineato il vicepresidente AIFI, Andrea Turolla, moderatore della sessione finale- sono stati tutti interessantissimi e fondamentali. Si è parlato di come il sistema accademico stia crescendo per la nostra disciplina, grazie alla presenza di quasi 15 fisioterapisti titolari di ruoli di professore o ricercatore nell’Università, oltre a centinaia di fisioterapisti che hanno conseguito il dottorato di ricerca. E’ stato inoltre rivissuto il percorso della costruzione del ‘Core curriculum’ e del ‘Core competence’ del fisioterapista, che sono stati la base per uniformare e potenziare dai primi anni 2000 la formazione di base degli studenti e che ancora oggi rappresenta un punto di riferimento per riprogettare i nuovi percorsi che dovranno affrontare le sfide del Sistema sanitario. Si è poi affrontato il tema dell’editoria e di come questa possa migliorare la comunicazione scientifica attraverso prodotti di qualità e che tengano conto non solo della pubblicazione finale ma anche di come queste pubblicazioni vengono prodotte. Un tema importante è stato inoltre quello del contributo che i Paesi in via di sviluppo danno e daranno alla produzione scientifica a livello internazionale».

Estremamente soddisfatto il presidente AIFI, Simone Cecchetto. «È stata una giornata davvero molto ricca di spunti, idee e slanci verso il futuro. Abbiamo aperto il nostro congresso dando spazio ai bisogni dei cittadini e delle persone con disabilità, perché loro sono il focus principale del nostro agire come professionisti e come cultori della scienza della Fisioterapia. Poi uno sguardo alla relazione tra Federazione degli Ordini e società scientifica, due realtà che devono sempre di più andare  avanti insieme, perché non c’è scienza senza politica e non c’è politica senza scienza. La nostra attenzione si è poi spostata su uno dei mandati particolarmente affidati alle società scientifiche, ovvero quello della produzione di Linee Guida all’interno del sistema nazionale Linee Guida, con la fortuna di avere oggi qui insieme a noi l’estensore materiale della legge Gelli-Bianco, Federico Gelli, che ci ha ricordato lo stato di avanzamento di questa importantissima legge per il miglioramento della qualità delle cure».

«Nel pomeriggio- ha sintetizzato Cecchetto- siamo felici di aver potuto rivivere brevemente i 65 anni di storia, anche attraverso le tante tappe dello sviluppo delle professioni sanitarie, della professione del fisioterapista e della scienza della fisioterapia, tappe che AIFI ha sostenuto e facilitato nel iempo con la sua azione. Fondamentale poi è stato lo sguardo sul domani, sull’evoluzione nell’ambito accademico, in quello delle relazioni istituzionali, nella formazione di base e nella produzione scientifica. Una giornata ricchissima di stimoli, dunque, per poterci lanciare ancora sempre più e sempre meglio nel nostro ruolo di società scientifica della fisioterapia’. Cecchetto ha infine ricordato che ‘la fisioterapia offre al sistema Salute una grandissima ricchezza di competenze in tanti ambiti: muscoloscheletrico, neurologico, linfologico, cardiorespiratorio, pediatrico, anziano, sportivo e tanti altri; ma anche nuove strategie di intervento attraverso le tecnologie, come la robotica, la realtà virtuale, l’analisi del movimento; e nuove competenze dei fisioterapisti nei campi del management, della didattica e della ricerca».

«Il futuro, quindi- ha concluso il Presidente AIFI- vedrà un approfondimento e una amplificazione di queste conoscenze e capacità all’interno di nuovi modelli organizzativi più efficaci ed efficienti. Come società scientifica sentiamo viva una grande responsabilità, quella di voler contribuire a migliorare il sistema salute con le competenze specifiche che i fisioterapisti e la fisioterapia possono dare per migliorare le risposte ai bisogni di salute di tutti i cittadini e per ottimizzare la sostenibilità del sistema sanitario nazionale, grandissimo patrimonio del nostro Paese».

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