È meglio morire da vecchi che da giovani

Sembra ovvio, una ‘catalanata’, come Renzo Arbore per antonomasia chiamava le affermazioni scontate, pronunciate abitualmente dal personaggio Massimo Catalano nel famoso programma televisivo: ‘Quelli della notte’. Quei confronti lapalissiani, banali inducevano alla meditazione sui singoli elementi della comparazione.

Questo adagio andrebbe ricordato a tutti coloro che hanno paura d’invecchiare. E non sono pochi. Soprattutto alle donne, ma non solo a loro, quando rincorrono schemi estetici evocativi di un passato considerato convenzionalmente più bello.

La gioventù rappresenta un parametro consuetudinario di merito generico che spazia dall’avvenenza e vigore fisico alle capacità intellettive. Spesso ci si dimentica che le qualità crescenti, con l’età, compensano quelle decrescenti, privilegiando altre virtù, come ponderazione e saggezza, proporzionalmente all’esperienza acquisita.

Progredire nel percorso della vita, godendo dell’anzianità e di tutti i benefici connessi, è un privilegio, non una iattura.

Ecco che ricorre il tema iniziale concludente nella riflessione sull’anzianità come antidoto contro la premorienza. Meschini coloro che non hanno potuto beneficiare della gioia di diventare nonni, di poter regalare la propria esperienza trasfondendola prima ai figli e poi ai nipoti.

Questi anziani possono contare sulla ricchezza degli anni di vita vissuta, anche in presenza di qualche acciacco.

Gli esseri umani sono un teatro brulicante di continui scambi naturali come saggezza contro bellezza, consapevolezza ponderata in cambio di prestanza fisica.

“Non tornerei mai indietro” è una conquista che vale per ciascuna fase della vita, fino all’ultimo giorno.

Auguri a chiunque legge questo pensiero di condividerlo con quella pace interiore che fa vivere la propria esistenza in modo produttivo e propulsivo, senza inseguire remore mortifere e dietrologiche.

Lasciamoci alle spalle il sapore aspro del rammarico che affligge per ciò che è andato ‘perso’ il giorno prima, se non vogliamo perdere anche quello che potremmo invece accogliere, di piacevole, il giorno dopo.

Godiamo del nuovo giorno ogni giorno, per essere felici.

Carlo Zeuli

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