Spesso lo sport è il modo migliore per dimostrare la forza e la tenacia che mettiamo ogni giorno nella vita. Questo è il caso di Matilde Lauria, 57 anni, judoka sordocieca seguita dalla sede di Napoli della Lega del Filo d’Oro e sempre pronta alla partecipazione dei Giochi Paralimpici di Parigi 2024 (dal 28 agosto all’8 settembre). La sua vita è un esempio per ogni essere umano: si tratta di una donna, di una sportiva, che ha dovuto convivere e combattere con traumi e difficoltà importanti fin dalla tenera età. Ipovedente dall’età di tre anni, a causa di una miopia maligna, e ha perso anche l’udito nel tempo, ma lei è andata ben oltre queste problematiche cercando di inseguire costantemente i suoi sogni. Matilde è madre di tre figli ed è anche una super sportiva, vincendo diverse medaglie a livello nazionale e internazionale. Il sostegno avuto dalla Lega del Filo d’Oro, l’azzurra ha imparato la comunicazione con la Lis Tattile, la dattilologia, il sistema Malossi e il Braille. Poi la scoperta del judo (che risale a 20 anni fa), scoperto grazie al figlio e al suo maestro. Lo sport è stato per lei una vera e propria rivincita nei confronti della società. Queste le sue parole:
«Le mie vittorie e le mie medaglie sono il riscatto di una vita faticosa, la vita di una donna che non si è mai arresa. Il judo mi ha dato tanto, il contatto diretto con l’avversario, l’equilibrio, il portamento, ma quello che amo di più di questa disciplina è che mi ha permesso di ottenere una rivincita nei confronti della società: perché è il pregiudizio degli altri a renderci disabili, non lo siamo noi».
Anche la Lega del Filo d’Oro ha voluto commentare e impreziosire il percorso compiuto dalla judoka:
«Matilde Lauria per tutti noi ha fatto la storia, perché con coraggio non ha mai smesso di credere nelle sue potenzialità, affrontando con rara determinazione la sfida di andare oltre il buio e il silenzio imposti dalla sordocecità. Questa donna dalla forza straordinaria è un esempio per tutte le persone che non vedono e non sentono e la sua partecipazione ai Giochi Paralimpici di Parigi 2024 ci rende orgogliosi del lavoro che da 60 anni portiamo avanti a sostegno delle persone sordocieche e pluriminorate psicosensoriali».
L’azzurra salirà sul ring con un impianto per l’udito, che le permette di sentire con l’orecchio sinistro. Ma al momento dello scontro non può indossare nessun tipo di oggetto metallico, nemmeno l’apparecchio. Questo la porterà ad essere sola, senza poter vedere o sentire, e dovrà fare affidamento solo sulle vibrazioni che riuscirà a percepire dal terreno attraverso i piedi.
Photo: ANSA
