Fu “o’ profeta”, colui che poi sarebbe diventato elemento di vertice del clan Cesarano, a uccidere con tre colpi d’arma da fuoco, assassinato il 12 novembre del 2000 in un agguato di stampo camorristico scattato a Santa Maria la Carità, in provincia di Napoli.
A sostenerlo sono i Carabinieri del Gruppo Carabinieri di Torre Annunziata e la Dda di Napoli che a distanza di quasi 24 anni hanno fatto luce sul grave fatto di sangue e notificato nuove accuse a 63 anni (che era già in carcere) e a 50 anni, suo complice in quell’agguato.
Il raid maturò nell’ambito di uno scontro tra il clan Cesarano e il gruppo malavitoso del quartiere Moscarella di Castellammare di Stabia (Napoli) dove i Cesarano volevano estendere il proprio controllo criminale.
Secondo la ricostruzione, la vittima venne trucidata da due killer in moto, mentre era alla guida di un’auto a bordo della quale viaggiavano anche altre due persone.
Furono esploso diversi colpi d’arma da fuoco tre dei quali misero fine alla vita dell’uomo. (Fonte: Ansa)
