Un concerto per la pace che si trasforma in una bufera social. È quanto sta accadendo a Napoli, dove verso la fine del mese è previsto un evento pro-cessate il fuoco a Gaza, con la partecipazione di tanti artisti, anche molto famosi. Ad accendere le polemiche è stata la presenza, inizialmente prevista, di una scrittrice, attualmente indagata a Milano per “istigazione a delinquere per motivi di discriminazione razziale, etnica e religiosa” e per diffamazione aggravata dall’odio razziale, a seguito di un video in cui pronunciava frasi violente contro il popolo ebraico.
Nonostante sia stata rimossa dalla locandina aggiornata, la bufera non si placa. Sui social si moltiplicano i commenti di sdegno: “Antisemitismo feroce mascherato d’aiuto umanitario”, “Che vergogna, le persone sembrano insensibili all’antisemitismo”, “Nessuno si è dissociato”. Gli organizzatori si difendono: “Credo che la Parodi abbia impegni per quella data, questo ci è stato detto”, spiega un responsabile dell’associazione, interpellato dall’Adnkronos, aggiungendo di non conoscere la scrittrice. Una giustificazione che non convince gli utenti, che ironizzano: “Artisti scelti a caso, consultando le pagine gialle”. Resta da vedere se la bufera mediatica avrà ripercussioni sulla realizzazione dell’evento e se gli artisti coinvolti prenderanno posizione sulla vicenda.
