«Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato», il caffè spirituale di mons. Savino

CAFFÈ SPIRITUALE                                        

 MERCOLEDÌ 18 SETTEMBRE 

MERCOLEDÌ DELLA XXIV SETTIMANA DEL TEMPO ORDINARIO (ANNO PARI)

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«Dona pace, o Signore, a quanti in te confidano; 

i tuoi profeti siano trovati degni di fede.

Ascolta la preghiera dei tuoi servi e del tuo popolo, Israele» (Cf. Sir 36,18)

? Nel nome del Padre e del Figlio e dello Spirito Santo. Amen.

VANGELO

Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto.?? Dal Vangelo secondo Luca?(Lc 7,31-35).?In quel tempo, il Signore disse:?«A chi posso paragonare la gente di questa generazione? A chi è simile? È simile a bambini che, seduti in piazza, gridano gli uni agli altri così:?“Vi abbiamo suonato il flauto e non avete ballato, abbiamo cantato un lamento e non avete pianto!”.?È venuto infatti Giovanni il Battista, che non mangia pane e non beve vino, e voi dite: “È indemoniato”. È venuto il Figlio dell’uomo, che mangia e beve, e voi dite: “Ecco un mangione e un beone, un amico di pubblicani e di peccatori!”.?Ma la Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli». 

Parola del Signore.

MEDITAZIONE 

San Giovanni Paolo II [(1920-2005)?papa],?Enciclica « Dives in Misericordia », § 13 ( © Libreria Editrice Vaticana) 

Nella Chiesa Cristo ci chiama alla conversione

La Chiesa vive una vita autentica, quando professa e proclama la misericordia – il più stupendo attributo del Creatore e del Redentore – e quando accosta gli uomini alle fonti della misericordia del Salvatore di cui essa è depositaria e dispensatrice. Gran significato ha in questo ambito la costante meditazione della parola di Dio e, soprattutto, la partecipazione cosciente e matura all’Eucaristia e al sacramento della penitenza o riconciliazione. 

L’Eucaristia ci avvicina sempre a quell’ “amore che è più potente della morte” (Ct 8,6): “Ogni volta – infatti – che mangiamo di questo pane e beviamo di questo calice», non soltanto “annunciamo la morte” del Redentore, ma ne “proclamiamo anche la risurrezione nell’attesa della sua venuta nella gloria” (Messale romano; cfr 1Co 11,26). Lo stesso rito eucaristico, celebrato in memoria di colui che nella sua missione messianica ci ha rivelato il Padre, per mezzo della parola e della croce, attesta quell’inesauribile amore in virtù del quale egli desidera sempre unirsi ed immedesimarsi con noi, andando incontro a tutti i cuori umani. 

È il sacramento della penitenza o riconciliazione che “appiana la strada” (Lc 3,3; Is 40,3) ad ognuno, perfino quando è gravato di grandi colpe. In questo sacramento ogni uomo può sperimentare in modo singolare la misericordia, cioè quell’amore che è più potente del peccato.

PADRE NOSTRO…

ORAZIONE 

O Dio, creatore e Signore dell’universo,

volgi a noi il tuo sguardo,

e fa’ che ci dedichiamo con tutte le forze al tuo servizio

per sperimentare la potenza della tua misericordia.

Per il nostro Signore Gesù Cristo.

? Il Signore ci benedica, ci preservi da ogni male e ci conduca alla vita eterna. Amen.

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«La Sapienza è stata riconosciuta giusta da tutti i suoi figli». 

In Cristo Gesù, Figlio di Dio, vero Dio e vero Uomo, nostra Speranza, Via, Verità e Vita, il Risorto per la nostra salvezza, sia benedetta questa giornata.+ don Francesco

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