Corte Costituzionale boccia l’autonomia differenziata: le motivazioni

L”autonomia differenziata proposta dal ministro Calderoli non ha più speranze, se prima, qualche settimana fa, quando la Corte costituzionale ne annunciò la sostanziale bocciatura con un semplice comunicato stampa, poteva esserci qualche dubbio o speranza sulla possibilità che parte dell”impianto di Calderoli potesse essere ripreso e rivitalizzato, da ieri, martedì 3 dicembre, anche questa flebile luce si è spenta.

La Corte costituzionale ha depositato le motivazioni della sua decisione, che rende inappellabile il giudizio sulla legge passata in Parlamento con uno stratagemma regolamentare che è stata la prima cosa che la Corte ha bocciato.

Le leggi che riguardano la Costituzione si fanno con i procedimenti costituzionali ha scritto la Corte, sono 109 le pagine della decisione e andrebbero lette con molta attenzione, soprattutto da chi ritiene che una nuova legge sull”autonomia si possa riscrivere in maniera facile e immediata.

L”autonomia, ribadisce la Corte, si deve fare, ma non nella direzione indicata da Calderoli, una direzione sbagliata che va contro il principio di sussidiarietà, premia le regioni ricche e impoverisce ulteriormente quelle povere; l”autonomia deve facilitare il dialogo fra regioni e fra Stato e regioni, non chiuderlo in confini invalicabili e non deve creare differenze.

Non possono esserci 20 modelli diversi di scuola, ne è possibile continuare a finanziare con la spesa storica.

Bocciatura completa, insomma, non solo dei 13 argomenti proposti nel ricorso dalle regioni ma di tutto l”impianto del provvedimento. (Fonte e foto Norbaonline)

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