Sulla questione Stellantis già ci siamo espressi più volte e adesso -come si temeva- la questione è arrivata al “dunque”. Quelle che alcuni hanno chiamato minacce di licenziamento si tanno avverando. Al sindacato non pare vero di poter sollevare un polverone peraltro sempre uguale a tutti gli altri già sollevati nei casi consimili. Stranamente -come sempre- il futuro perseguito dal sindacato è sinistramente simile a quello perseguito dall’azienda. Entrambi vogliono che il posto di lavoro rimanga lo stesso e entrambi finiscono con il chiedere aiuto allo stato e quindi soldi al contribuente. Per loro nulla deve cambiare: l’azienda deve continuare a sfruttare gli operai e questi ad essere contenti di essere sfruttati.
Però è l’ennesima volta che le grandi imprese sussidiate dallo stato vanno a gambe all’aria o almeno così dicono, e quindi si chiama lo stato a metterci una pezza.
Dovrà pur esserci una strada differente per non cascare sempre nello stesso problema. Serve una risposta “di sistema”.
Il punto vero sta nella fiducia. Aver dato affidamento alla Fiat al momento in cui i lavoratori hanno lasciato le loro modeste occupazioni (così le ritenevano) per preferire il posto fisso presso la multinazionale, è stato un errore. Aver servito la multinazionale quando avevi trenta anni magari chiudendo la bottega che avevi tutta tua, e ritrovarsi senza una occupazione o anche solo con il rischio di rimanere senza occupazione, a cinquanta, è un delitto assoluto per il singolo operaio e per il sistema meridionale tutto che avrebbe potuto avere una rete di imprese e non la ha!!! Né potrà averla più perché ormai il tempo è passato e quelle persone ormai sono invecchiate. La multinazionale prima o poi ti butta via come uno straccio vecchio perché questo sei per loro fin dal primo momento! E tutti lo sappiamo! Ed è stato un errore anche quello dello stato che ha sborsato somme faraoniche stanziate “per il Sud” e che invece sono andate al nord e si sono volatilizzate. Adesso non vi sono più quei soldi e il posto di lavoro si scopre che non era così sicuro.
Ed è stato un grossolano errore anche per il sindacato che a suo tempo come ancora adesso non ostacola con ogni mezzo questo “progresso” da attribuire al “Sud arretrato”. Ma come mai coloro che chiedono ed ottengono finanziamenti di questa portata pagano le stesse tasse di tutti gli altri? Costoro hanno beneficiato di un servizio dello stato ben particolare e ritagliato su misura per loro (ed in contanti) mentre tutti gli altri che non hanno percepito nulla (specie le piccole imprese e specie quelle meridionali) e continuano ad essere salassati come e più dei beneficiati. Le multinazionali come percettori di tasse mentre noi tutti come pagatori di tasse.
Da qualunque parte lo si veda il ruolo delle multinazionali è sempre negativo. Riescono a fare danni sempre. Specialisti sono i piemontesi fin dai tempi di Garibaldi e dei generali piemontesi inviati al sud a sterminare i briganti e le popolazioni meridionali ritenute amiche dei protestatari, a dai tempi dei Bava Beccaris, o del Re capace nell’arco di una sola vita di dichiarare due guerre mondiali più altre di minore rilievo. Sempre omettendo decine di altre prodezze simili. Ma che gente è questa? Come può un governo non prendere atto della sostanziale voracità di questa gente? Peraltro costoro operano su più tavoli sempre con la stessa tecnica: Serbia, Marocco, Algeria, Polonia, e altre e c’è da scommettere che tutte queste nazioni hanno messo mani al portafogli per avere un impianto; peraltro così hanno fatto gli italiani così devono fare anche loro se vogliono avere quelle industrie. È un modello che vive di parassitismo! È difficile accorgersene?
Ma mettere in concorrenza gli operai italiani con quelli africani non è contro ogni interesse e dignità del sindacato italiano? Non è un modo per aggirare ogni contratto collettivo italiano? Come si fa a consentire a costoro di chiamarsi ancora sindacato dei lavoratori? Peraltro la Fiat a suo tempo pensò di uscire da Confindustria proprio per non rispettare il Contratto collettivo nazionale…che quindi diviene obbligatorio solo per le piccole imprese che rimangono esposte alla concorrenza internazionale senza alcuna difesa??? Quale è il partito di sinistra o comunque con intenti sociali che si sia accorto di questa presa in giro?
Ma lo Stato in Italia c’è o no?
Se c’è cacci senza ulteriori indugi queste aziende dall’Italia (visto che già sono andati via, non dovrà costare molta fatica) quanto meno per ovviare al rischio di vedere i nostri operai abbindolati con la promessa di un posto fisso e con stipendio certo e lauto con annessi diritti di ogni genere; che da subito si vede che tanto ricco non lo è e poi, quando sei avanti negli anni, svanisce nel nulla. E gli operai imparino a non cedere alle lusinghe di costoro che si cimentano nei sud del mondo per razziare profitti faraonici e poi mollare tutto.
Una parola va spesa sulla questione auto elettrica e sul coinvolgimento dell’Europa nella questione; a Bruxelles ancora non hanno capito che devono fare -se ci riescono- le cose loro…l’economia è cosa complicata per loro. La scelta del combustibile da usare e quindi della tecnologia necessaria non è cosa loro come non è di nessuna Istituzione. Saranno le case automobilistiche che -se lo riterranno- faranno i necessari investimenti; e se le cose non dovessero andare nel verso desiderato saranno loro a rimetterci; l’aver dilapidato somme enormi per la ricerca tecnologica e per lo stimolo del mercato verso questa tecnologia -che da subito avevamo denunziato come demenziale- non solo ha coperto di ridicolo l’apparato europeo ma ha steso al tappeto le imprese automobilistiche. Dando ragione ai petrolieri alcuni dei quali stanno dietro alle guerre in corso.
Operai di tutto il mondo: non vi fidate delle imprese troppo grandi…meglio, centomila volte meglio, la vostra piccola bottega di falegnameria o il vostro bar, o il vostro negozio di scarpe …è vostro e quando tutto manca collaborate con quel vostro parente che ha un B&B…mai con una grande impresa! MAI!
Serve però avere un partito o un sindacato sempre meglio organizzati per difenderci dallo stato e dal sindacato e dalla multinazionale che invece sono da sempre ben organizzate e tutti alleati contro di noi!
