Sono trascorsi quasi ventinove anni da quel caldo dieci Agosto del millenocentonovantasei, allorquando una bella e tranquilla famiglia di Vico Equense, Catello Celentano, sua moglie Maria e le loro tre figliolette, Angela, Naomi e Rosa, partirono per una scampagnata sul monte Faito, nel napoletano, per trascorrere, come ogni estate, una giornata in compagnia di altre famiglie appartenenti alla stessa comunità evangelica.
Catello e Maria erano ignari che quella gita avrebbe rappresentato, di lì a poco, l’inizio di un incubo, dal quale ancora oggi, dopo tanti anni, non riescono a svegliarsi.
Giunti a destinazione, queste famiglie con bambini al seguito, alcuni più piccoli ed altri adolescenti, si sistemarono al centro di uno spiazzo pianeggiante, e, dopo aver circondato con le auto il territorio, cominciarono a rilassarsi, organizzando giochi e gare per i bimbi, molto lieti di trascorrere quelle ore tutti insieme.
Qualcuno della comitiva riprendeva alcuni momenti della mattinata, ed uno di quei video, ha immortalato, gli ultimi istanti di quella tranquilla giornata, che si stavano consumando inconsapevolmente.
Infatti, improvvisamente, all’ora di pranzo, quando tutti i genitori richiamarono i propri figli per lo spuntino, una bambina di tre anni, mancava all’appello.
Lei era Angela, la secondogenita dei Celentano, la quale, secondo altri due ragazzini, subito sentiti, era con loro fino a pochi istanti prima.
Da quel preciso instante in poi, si scatenò sul monte il panico totale fra le famiglie, tutti correvano a recuperare i propri piccoli, ma di Angela, col passare delle ore, nessuna traccia.
I poveri genitori, distrutti dal dolore e dalla stanchezza fisica restarono per ben tre giorni sul monte Faito, insieme alle forze dell’ordine, unità cinofile, per cercare di scandagliare ogni minimo anfratto, di quell’immensa vegetazione presente sul territorio, che rendeva difficile, la ricerca della piccola.
L’infelicità della zona e la non avanzata tecnologia di allora, non favorirono, dei risultati ottimali, si cominciarono ad avanzare delle ipotesi, dalla disgrazia al sequestro da parte di un malintenzionato o di una coppia in cerca di figli.
Successivamente interrogati, i due ragazzini che erano con Angela, Renato e Luca, fornirono delle versioni discordanti circa gli ultimi istanti della presenza di Angela sul monte, ma, vista la tenerà età dei due, gli inquirenti, non hanno attribuito un peso preponderante alle loro dichiarazioni.
La Procura di Torre Annunziata che ha da sempre seguito il caso della bambina, ha seguito negli anni varie piste e molteplici sono stati gli avvistamenti e le segnalazioni circa la presunta presenza di Angela, in vari posti d’Italia ma anche all’estero.
Ad esempio, qualcuno sosteneva di averla avvistata a Roma su un bus, un’altra persona, in un campo rom, ma tutte queste segnalazioni hanno avuto un riscontro negativo.
Il primo barlume di una concreta speranza fu rappresentato, nel Duemiladieci, da una sedicente Celeste Ruiz, la quale, nel Duemilasedici, aveva preso contatti via e-mail, con la sorella Rosa, sostenendo di essere lei la Angela che tutti cercavano, e che viveva in Messico sotto con un’altra identità.
Rosa Celentano, cercò ovviamente di estrapolare quante più informazioni possibili dalla sedicente sorella, la quale giunse persino ad inviarle una sua foto in primo piano affinché lei la riconoscesse.
Quell’immagine è diventata virale, ed ha colpito in effetti, la straordinaria somiglianza della donna, con Angela Celentano.
Ma, come un bel sogno, destinato a finire, un bel giorno, improvvisamente, la sedicente Celeste, interruppe il rapporto virtuale con Rosa, senza una reale spiegazione.
Dopo varie indagini sulla provenienza di questi messaggi, gli inquirenti, riuscirono a localizzare, il dispositivo, da cui partiva questa corrispondenza, e volarono in Messico, laddove verificarono che l’autore di tale teatrino, era un ragazzo messicano, che si divertiva a fingersi Angela e che la famosa foto di cui si era servito, era stata rubata da un’altro profilo ed apparteneva ad una ignara psicologa francese.
Quest’ultima, accettò di essere sottoposta al test del DNA e si mortificò per le illusioni che avevano nutrito i genitori, circa questa pista.
Più recentemente, ci è stata la segnalazione di una modella venezuelana, che si credeva fosse Angela, ma la prova del DNA ha dissipato ogni dubbio e spento ogni speranza.
L’unica pista che sopravvive, a distanza di sedici anni, è la pista turca, suffragata dalla Signora Vincenza Trentinella, la quale, ha dichiarato, nel Duemilanove, di aver ricevuto, in confidenza da un tale Don Augusto, oggi deceduto, la confessione che, Angela sia viva e che sia in Turchia con un padre che lei crede legittimo.
La Signora Trentinella, si è sempre spesa per questa ricerca della verità, ed ancora oggi è fortemente convinta della sua tesi.
E’ andata persino in Turchia, precisamente sull’isola di Buyukada, per rintracciare il presunto finto padre di Angela, medico veterinario, imbattendosi in una serie di difficoltà ma determinata nel suo intento.
Lì sul posto, ha anche finto di portare un gatto, trovato per strada, allo studio veterinario, che gli era stato indicato dal prelato, ed è riuscita anche a fotografare la presunta Angela in una giornata di pioggia.
Questo è l’unico scatto che ci resta di una presunta Angela già più donna, anche se, data la posizione di profilo della stessa, non è stato possibile, per la scientifica, effettuare un confronto attendibile circa la reale corrispondenza fra le due.
Questa pista, attualmente dunque, non è stata confermata né smentita, ed è per questo motivo, che il Legale dei Celentano, l’Avv. Luigi Ferrandino, che li segue da anni, per porre fine a questo lungo calvario, e per vederci chiaro, in Turchia, si è opposto, all’archiviazione di essa.
L’intento del Legale, ad oggi, è quello di rintracciare la presunta Angela e di farla sottoporre al test del DNA, che dissiperebbe ogni dubbio.
Insomma una storia infinita, quella della piccola Angela, volatilizzata in un bosco, come nel più terrificante dei racconti, sottratta alla vista ed all’amore della sua famiglia che ancora oggi non si da pace e vive il proprio dolore in assoluto contegno.
Sperando che dalla Turchia arrivi la voce della loro Angela…questa volta, della vera Angela.
ROSARIA DE CICCO
