Sindrome post-vaccinazione, uno studio del 2025 rimette in discussione la proteina Spike

Un recente studio condotto da un team di ricercatori dell’Università di Yale, (guidato dall’immunologa Akiko Iwasaki) ha identificato una condizione debilitante cronica, denominata “sindrome post-vaccinazione“, riscontrata in alcuni individui a seguito della somministrazione del vaccino anti-Covid.

Questa sindrome è caratterizzata da sintomi come nebbia mentale, vertigini, insonnia e affaticamento eccessivo, che possono manifestarsi in modo più grave nei giorni successivi alla vaccinazione e persistere nel tempo. Lo studio, attualmente disponibile sulla piattaforma scientifica MedRxiv, rappresenta un primo passo verso la comprensione di questa condizione poco riconosciuta e ancora poco compresa. Nonostante la comunità scientifica sia in larga maggioranza a favore delle vaccinazioni contro il nuovo coronavirus, le segnalazioni di effetti collaterali persistenti in alcuni individui sollevano interrogativi sulla sicurezza a lungo termine dei vaccini.

La sindrome post-vaccinazione è una di queste condizioni, e il presente studio si propone di esplorare i potenziali meccanismi biologici alla base di questa sindrome.

Lo studio ha analizzato i dati del progetto “Listen to Immune, Symptom, and Treatment Experiences Now (Listen)” dell’Università di Yale, che mira a comprendere meglio le condizioni persistenti dopo la vaccinazione anti-Covid e il long-Covid. Sono stati esaminati 42 partecipanti che hanno riportato sintomi di sindrome post-vaccinazione e confrontati con 22 individui asintomatici. I ricercatori hanno effettuato analisi cliniche e prelevato campioni di sangue per valutare le differenze nelle cellule immunitarie e nei livelli di anticorpi.

I risultati hanno rivelato differenze significative nelle cellule immunitarie tra i due gruppi. I partecipanti con sindrome post-vaccinazione presentavano livelli più bassi di cellule T effettrici Cd4+ e livelli più alti di cellule T Tnf-alfa+ Cd8. Inoltre, sono stati osservati livelli variabili di anticorpi contro il Sars-Cov-2, correlati al numero di dosi di vaccino e alle infezioni virali. Sorprendentemente, è stata riscontrata una persistenza della proteina Spike nel sangue di alcuni partecipanti con sindrome post-vaccinazione, anche in assenza di infezione.

I risultati suggeriscono che la sindrome post-vaccinazione potrebbe essere associata a cambiamenti immunologici e alla persistenza della proteina Spike. I ricercatori stanno anche considerando altri fattori scatenanti, come l’autoimmunità, il danno tissutale e la riattivazione del virus di Epstein-Barr.

Tuttavia, è importante sottolineare come lo studio sopra citato sia ancora nelle sue fasi iniziali e il fatto che lo stesso non ha fornito conclusioni definitive sui meccanismi causali. La sindrome post-vaccinazione rappresenta una nuova sfida per la comunità scientifica e medica: ulteriori ricerche si rendono pertanto necessarie per comprendere appieno questa condizione e sviluppare strategie di gestione adeguate. La collaborazione tra ricercatori e autorità sanitarie sarà fondamentale per garantire che i pazienti affetti da questa sindrome ricevano il supporto e le cure necessarie.

L’esito dello studio scientifico è consultabile online al seguente link: https://www.medrxiv.org/content/10.1101/2025.02.18.25322379v1

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