Attivisti del Collettivo Autorganizzato Universitario di Napoli e di Potere al Popolo hanno inscenato un flash-mob nella sede dell’università Federico II di Porta di Massa per ribadire la loro condanna “all’operazione di infiltrazione di un agente dell’antiterrorismo che, sotto copertura, ha partecipato a riunioni ed assemblee di solidarietà con il popolo palestinese”.
I partecipanti alla protesta, a volto coperto ed esponendo una bandiera della Palestina, hanno sfilato per il chiostro tenendo provocatoriamente le mani in testa in segno di resa.
«Se dare solidarietà a un popolo che sta subendo un genocidio, se organizzare dibattiti all’interno dell’università, se dichiarare pubblicamente di essere contro la guerra, se manifestare per i diritti dei lavoratori, se combattere contro l’emergenza abitativa, se tutto questo significa fare terrorismo – hanno spiegato al megafono – allora ci dichiariamo colpevoli ed è arrivato il momento di confessare».
Una delle manifestanti ha esposto la foto pixellata di un poliziotto, il presunto “agente infiltrato”, la cui vicenda è emersa nei giorni scorsi.
«Quello che è accaduto – hanno spiegato – rappresenta una grave violazione di diritti costituzionali messa in atto dalla Polizia, un’operazione le cui motivazioni restano tutt’oggi oscure». (ansa)
