La dichiarazione americana secondo cui l’Iran starebbe preparando una bomba atomica in quei tre siti poi bombardati, ma senza rilievi radioattivi successivi, lascia spazio a due interpretazioni.
Ipotesi ufficiale: Attacco preventivo legittimo. Gli USA avrebbero colpito strutture “in fase preparatoria” prima dell’introduzione di materiale fissile.
Questo spiegherebbe l’assenza di radioattività: nessuna bomba in fase avanzata, ma impianti pronti o quasi. La strategia, come dicono quelli del Pentagono, sarebbe quella del “pre-emptive strike”; ovvero colpire per impedire un rischio futuro.
Ipotesi alternativa: narrazione strategica o manipolazione.
La mancanza di radioattività potrebbe indicare che non c’era nessuna arma in preparazione, ma che il bombardamento è stato motivato politicamente o tatticamente.
I precedenti storici non mancano.
1898: L’affondamento del Maine a Cuba, un clamoroso falso che giustificò la guerra alla Spagna.
1964: L’incidente nel Golfo del Tonchino, poi rivelatosi inventato del tutto aprì la strada alla guerra in Vietnam.
2003: Le armi di distruzione di massa mai trovate in Iraq, nonostante l’invasione.
2011: La campagna in Libia giustificata da una presunta repressione imminente di massa, un’invenzione che danneggiò l’Italia, ma l’allora presidente Giorgio Napolitano abbocco’ malgrado le resistenze di Silvio Berlusconi.
Visto che siamo in argomento, stendiamo un velo pietoso sulla partecipazione dell’Italia ai bombardamenti dell’ ex Jugoslavia. Partecipammo attivamente tra marzo e giugno 1999. A parte le decisioni della Nato ed una convincente… campagna di stampa, ancora non sono chiare le ragioni di quell’ennesimo scempio. Peraltro, l’allora presidente del consiglio Massimo D’Alema ed il suo vice, Sergio Mattarella, attuale inquilino del Colle, non hanno mai pronunciato una sola sillaba di autocritica: eppure agirono senza il voto del Parlamento.
Conclusione: “Siamo sicuri che lì si stesse preparando davvero una bomba atomica?”.
Come disse lo stesso Eisenhower, ex generale e presidente:
“Ogni guerra è basata sull’inganno”.
L’opus
