L’esame orale ormai non poteva più evitarlo, visto che lo aveva già sostenuto. Allora Pietro ha deciso di rifiutarne il voto, ex post, chiedendo al ministro Valditara un abbassamento a 60, la soglia minima per uscire dalle superiori. E farla pure finita con quel meccanismo – «ansiogeno, a scuola non impariamo davvero la cultura, è solo nozionismo» – che lui ha tanto criticato.Pietro Marconcini, 19 anni, appena uscito dal liceo Scientifico Plinio Seniore di Roma, è l’ultimo studente che si accoda alla protesta dei voti, nata dopo il caso di Gianmaria Favaretto, lo studente padovano che ha voluto contestare l’uso a suo dire poco coerente dei voti nell’istituzione scolastica rifiutandosi di presentarsi all’orale di Maturità. Subito i presidi avevano messo in guardia dal rischio emulazione, fatto poi accaduto visto che altri 3 studenti hanno fatto la stessa scelta, e pure il titolare del dicastero è intervenuto annunciando modifiche all’esame e anticipando che, in futuro, chi farà scena muta durante la prova orale verrà automaticamente rimandato, senza possibilità di diplomarsi.
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