“Il settore taxi è un riflesso diretto delle condizioni imposte dall’amministrazione comunale” e “se vi sono disservizi, questi sono spesso causati da anni di scarsa programmazione, mancanza di investimenti e assenza di una visione moderna del trasporto urbano”.
A sottolinearlo, in una comunicazione, inviata, tra gli altri, al sindaco di Napoli, è l’associazione tassisti di base.
“I tassisti napoletani – si legge nella missiva – operano quotidianamente in condizioni estremamente difficili”, “in contrasto con normative europee e italiane in materia di mobilità urbana e trasporto pubblico non di linea: traffico cittadino ingestibile, cantieri aperti e mai chiusi, la carenza di stalli adeguati soprattutto in zone turistiche, la mancanza di corsie preferenziali e di aree di sosta idonee”.
In relazione al paventato rilascio di nuove licenze, l’associazione ribadisce che il numero attuale di taxi in circolazione a Napoli “è già superiore al necessario” e che tale posizione “è stata avvalorata anche da una recente sentenza del TAR”.
Posizione, questa, a cui si associano anche Sitan/Atn e Unimpresa/Mobilità, per i quali “la tragedia è che non esiste nella nostra città l’organizzazione della domanda di mobilità: che significa in particolare mancanza di politiche per la viabilità, traffico, corsie preferenziali, sosta, controlli su abusi ed illegalità, problema peggiorato negli ultimi anni con i cantieri stradali”.
“Prima di puntare il dito contro una categoria – conclude l’associazione tassisti di base – sarebbe più opportuno fare un serio esame di coscienza sul ruolo svolto o non svolto dall’amministrazione nel garantire un servizio efficiente e moderno, la nostra categoria è pronta a collaborare per migliorare il servizio taxi in città, ma non accetteremo di essere usati come capro espiatorio di inefficienze istituzionali”.
