Vede quello che gli viene mostrato, ascolta quanto il suo apparato uditivo gli consente di percepire, in uno spazio di limitate frequenze. Assapora gli odori e i sapori condizionati dal numero dei recettori di cui è dotato e dalle ampiezze di percezione consentite all’olfatto. I suoi pensieri sono promossi da afferenze che creano risposte endocrine, motorie, comportamentali.
Secondo alcuni studiosi si tratta di trasferimenti di frequenze da un campo olografico universale a quello specifico relativo percepito dai sensi dell’essere umano. Quale vita consapevole vive l’uomo e quanta parte di essa viene non avvertita ma ruota attorno a lui? Gli spazi concessi alle frequenze percepite sono una minima parte di quello che è il lungo tracciato delle vibrazioni. Non vederle, udirle, non coglierle con i nostri organi di senso non significa che questi luoghi siano disabitati.
Anzi. Castaneda chiama” vibratoreso” “ predatores “ i frequentatori di spazi di frequenze diverse che l’uomo percepisce mentre dice di sognare. Un mondo non di sua appartenenza abitato da presenze molto consapevoli ma estremamente isolate. Vivere impegnandosi a farlo, significa capire non solo come ma anche il perché. Significa guardare più che vedere, ascoltare più che udire, capire più che conoscere. Significa dover accettare che la vita “oltre”, esiste come esistono i biofotoni dell’ultravioletto anche se non visti al pari di quelli presenti nella luce visibile.
Come stimolare la voglia di aumentare la propria consapevolezza? Tentare di cogliere un significato diverso da quello che l’immediatezza veicola e spesso confonde? Un esercizio utile potrebbe essere quello di tentare di capire chi ha interesse nel modificare le caratteristiche climatiche della Terra, magari per renderle idonee alla sopravvivenza di specie diverse dalla nostra! Ma per studiare questi cambiamenti e le cause che li determina dovrebbero esserci meno programmi farlocchi proiettati in tv e più trasmissioni che descrivono le insidie che aggrediscono l’umano.
Non tutti sono pronti ad affrontare questi argomenti ma che piaccia o meno la realtà svelata appare sempre più coinvolgente, tanto da obbligare anche i più ostinati a rimuovere le barriere che oscurano la vista. Stimolare la curiosità, indurre a riflettere è un imperativo. Un pastore che decide di apportare modifiche alla stalla non è tenuto ad informare le sue pecore! Ma siamo ridotti cosi? Stanno avvenendo cambiamenti decisi dagli stallieri che condizionano l’esistenza del bestiame. Viene spontaneo chiedersi, se stanno modificando le caratteristiche chimico fisiche dell’atmosfera terrestre, adducendo motivazioni assurde, questi cambiamenti non dovrebbero nuocere anche a loro, esseri umani come noi! Oppure no!
Hanno strutture in grado di ripulirli degli inquinanti che gli altri non possono permettersi? Chi dovrebbe porre attenzione a questi mutamenti? Quali apparati di uno Stato dovrebbero indagare e intervenire? Fare finta di nulla è una manfrina che ormai conosciamo adottata già in altre circostanze, ma l’omissione equivale al commettere danno, essere partecipe del fenomeno delittuoso! In quanti insidiano la durata della salute dell’essere umano? In quanti affollano la nostra mente! Ci venga in aiuto un generale moto di risveglio tentando di coinvolgere anche gli agnostici, che hanno fatto della loro stupidità un cavallo di battaglia. Ma soprattutto la razionalità. Dopo quello a cui stiamo assistendo, nostro malgrado, possiamo ancora fidarci della scienza, della scienza medica e delle riviste scientifiche?
Possiamo ancora accettare sentenze che stabiliscono la condanna all’ergastolo per coloro che rifiutano di indossare la mascherina in Pandemie programmate? I laboratori di ricerca sono finanziati da tutti noi contribuenti, gli ospedali anche, le mascherine farlocche, anche. I cosi detti vaccini li compriamo con le somme che versiamo allo Stato. Quindi non sono cosa loro, ma cosa nostra! Riportare alla mente questi semplici concetti, dopo aver fatto un po’ di spazio, produce benessere!
Ugo Lombardi
