I giornali ben informati ci fanno sapere che il candidato Decaro non gradiva la candidatura di Emiliano e altri assieme a lui; poi tutto sembra andare a posto promettendo la classica poltrona; noi non possiamo che assistere inermi a questo mercato sapendo che alla fine paga il contribuente. Se dessimo credito ai candidati Pd alla Regione Puglia sembra che i sinistri si siano convintamente convertiti ai temi identitari che dovrebbero essere propri dei “patrioti”. Infatti le parole “nostra terra” si ripetono più volte nei discorsi dell’on. Decaro e fanno credere ad una sua ritrovata fede nella nostra identità. Ma è così? e adesso lo vediamo.
La fase attuale è complicata ma è ulteriormente complicata da questa confusione semantica di sinistri che si dicono liberali, di fascisti che vogliono dirsi “sociali”, di liberali che chiedono aiuti statali, di democratici che vogliono governabilità, di globalisti grandi estimatori di orecchiette e trulli, di governatori regionali che prezzolano imprese estere per venire a fare concorrenza a quelle locali che si trovano così a pagare le tasse necessarie a finanziare i propri concorrenti amici dei politicanti, … Cioè un vero dedalo di contraddizioni che non solo non sono risolutive di nulla ma confondono molti degli stessi politicanti che dall’alto della loro ignoranza confondono e fanno confondere l’alto con il basso, il nero con il bianco e la destra con la sinistra.
Cerchiamo di fare chiarezza.
Il livello europeo di governo anziché essere più forte del livello nazionale è facilmente orientato dalla finanza internazionale; quello nazionale è guidato da personaggi scelti dalle multinazionali; quindi è come non esistesse. Rimane solo il livello regionale a -forse- poter arginare questa delegittimazione delle istituzioni pubbliche ormai ostaggio della grande impresa e grande banca; lo sa Decaro? Lo sa Emiliano? Lo sa Vendola? Visto quello che hanno fatto durante i loro mandati, pensiamo di no, anzi sembrano credere che le due cose -il benessere delle imprese locali e quello delle multinazionali- possano coesistere. Cosa impossibile: il grande spontaneamente mangia il piccolo se non vi sono correttivi allo spontaneo funzionamento del mercato.
Per il momento i nostri candidati Pd fanno appello alla baresità e pugliesità per avere voti; e lo fanno senza ritegno: si fanno sorprendere mentre azzannano con piacere una focaccia barese, parlano con termini dialettali, si professano virtuosi della cozza pelosa, non disdegnano gli allievi in qualunque quantità e dimensione, … ma una volta votati perseguitano le orecchiettare perché non sono omologate alle regole nazionali, impongono tasse di soggiorno e adempimenti inutili e costosi a quelli che si occupano dei turisti con le camere in affitto, spadroneggiano sui ristoranti e birrerie troppo accorsate, lasciano i tetti dei mercati rionali tradizionali cadere sulla testa dei clienti e dei commercianti, impongono Imu stellari su immobili sfitti, denunziano chi raccoglie rifiuti che loro non raccolgono, lasciano impiantare aerogeneratori in ogni buco;…cioè, per brevità, si scatenano contro i propri concittadini ma aprono le braccia e le casse comunali e regionali alle mega organizzazioni commerciali e produttive che vengono da tutte le parti del mondo a sottrarre mercato e fattori di produzione alle nostre imprese. Tutto ciò mentre le giovani coppie, quasi all’unisono, non si sposano e non procreano perché non hanno fiducia nel futuro loro riservato dalla politica odierna. Come bocciatura e sfiducia non c’è male: non crediamo che ve ne siano state di maggiori nella Storia. E invece questi politici credono (e noi pensiamo siano in buona fede) di aver fatto bene! È il loro limite culturale di cui sono vittime loro stessi!!!
È una malattia che troviamo in varia maniera in ogni parte d’Italia e d’Europa; la vulgata non lascia scampo a nessuno: “sono tutti uguali!”. Quindi il voto che l’elettore accorda al tale o talaltro partito di governo è senza fiducia fino al punto da negarsi una famiglia gioiosa e chiassosa per sopravvivere tristemente con una (o un) “compagna” che presto lascerà al suo destino:…è il fallimento di una mentalità che non possiamo chiamare “cultura”; cioè, ripetiamo, sono stati capaci di creare un disastro senza uguali nella storia.
E qui in Puglia che fa la destra? Ha capito tutto ciò? Ha una idea sua? La porta della Regione è spalancata! sanno come entrarci? Lo vedremo dal candidato…ma siamo tristemente scettici. Serve con urgenza un candidato che dica e realizzi la difesa vera e completa degli interessi venali e concreti ma, maggiormente, di quelli identitari di questa comunità che è e non può non essere la difesa e valorizzazione della nostra essenza depositata in millenni di storia; diversamente la discesa negli inferi continuerà imperterrita come procede da decenni fino alla estinzione della pugliesità.
