Sicurezza, Tiani (Siap): «Il Taser non è strumento di tortura, il lavoro dei poliziotti non va delegittimato»

«Le polemiche seguite ai tragici episodi di Olbia e Genova, e oggi a Reggio Emilia, dove un cittadino di 41 anni con precedenti penali, è deceduto in seguito all’uso del taser, non possono diventare un pretesto per attaccare strumentalmente le forze di polizia», lo dichiara Giuseppe Tiani, segretario generale del Siap.

«Il taser resta uno strumento necessario per contenere soggetti violenti evitando il ricorso al contatto fisico o all’uso di armi letali. Come già ribadito, paragonarlo alla tortura è non solo infondato, ma offensivo e irresponsabile».

«Serve equilibrio. La sicurezza dei cittadini si garantisce anche dotando gli operatori di mezzi adeguati, nel pieno rispetto delle regole e dei diritti. Ricordo che l’introduzione del taser tra le dotazioni delle forze dell’ordine è avvenuta solo dopo rigorosi test, verifiche tecniche e controlli accurati».

«Riteniamo strumentale che, di fronte a eventi drammatici come la morte di un uomo, si continui ad additare responsabilità alle forze di polizia, come se fosse volontà delle donne e degli uomini in divisa causare la fine di una vita. Questo è inaccettabile».

«È altresì offensivo che, ogni volta, si debba giustificare l’operato della Polizia, che agisce nel pieno rispetto della legalità e a tutela della sicurezza di tutti oltre che della propria. Chi indossa l’uniforme lo fa con responsabilità, professionalità e spirito di servizio, non con intenzioni punitive o violente».

Giuseppe Tiani – Segretario Generale Siap

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