22 settembre: perfetto equilibrio luce-buio

Oggi 22 settembre c’è il perfetto equilibrio luce-buio: Il giorno e la notte hanno la stessa durata, rappresentando un momento di parità tra le forze della luce e quelle delle tenebre.

Esattamente alle 20:19 italiane, secondo l’Institut de Mécanique Céleste et de Calcul des Éphémérides (IMCCE) terminerà ufficialmente l’estate astronomica, lasciando il posto all’autunno.

Con buona pace di tutti coloro che amano l’estate, gli “eliofili” con la sua luce e con la gioia e di contro di quelli che amano invece i colori più scuri, gli “sciafili”, perderemo in media 4 minuti di sole al giorno fino al 21 dicembre giorno del solstizio d’inverno, insomma qualcuno in ogni caso sarà in ansia ma, va così, da parecchio e speriamo così vada ancora per molto.

A livello astronomico, ogni anno si verificano due equinozi: uno tra il 19 e il 21 marzo, quando nell’emisfero settentrionale o boreale si passa dall’inverno alla primavera , e il secondo tra il 21 e il 24 settembre, quando si lascia l’estate e si entra in autunno.

Adesso voglio esaminare alcuni particolari affascinanti di questo fenomeno.

Il sole, nel momento astronomico denominato equinozio d’autunno, si

trova esattamente sull’equatore celeste e per questo sorgerà quasi esattamente a est e tramonterà a ovest.

All’equatore, a mezzogiorno, il sole sarà perfettamente allo zenit, e in quel momento tutto: persone e cose non produrranno ombre! 

Se proiettiamo l’equatore terrestre sulla volta celeste otteniamo il cosiddetto equatore celeste, che divide il cielo in due parti uguali. 

Nel nostro emisfero nord o boreale il sole, nella primavera sale fino al solstizio estivo per poi cominciare a scendere durante l’estate pur rimanendo sempre al di sopra dell’equatore celeste, durante l’equinozio autunnale attraversa l’equatore celeste da nord verso sud,  sconfinando nell’emisfero meridionale della volta celeste.

L’inverso avviene, naturalmente, nell’emisfero meridionale o australe.

Tutto questo meraviglioso meccanismo funziona perché l’asse terrestre è inclinato di 23°27,’ rispetto al piano su cui orbita la Terra, per cui mentre il nostro pianeta si muove lungo la sua orbita attorno al Sole, questa inclinazione fa sì che nel corso dell’anno cambi anche l’altezza del sole nel cielo e di conseguenza la durata della luce del giorno.

Questo è lo stesso motivo per cui sul nostro pianeta si alternano le 4 stagioni.

Gli equinozi sono due momenti particolarmente importanti perché in questi due giorni, la linea che divide il giorno dalla notte passa per i poli terrestri, la terra è divisa perfettamente in due metà (in gergo tecnico circolo di illuminazione o terminatore) e ogni punto sulla superficie terrestre, nel corso delle 24 ore, compie metà percorso nella parte illuminata dal sole e metà percorso nella parte buia della Terra. 

In altre parole, ovunque nel nostro pianeta il giorno è diviso in durate uguali per il giorno e per la notte mentre, in tutti gli altri giorni dell’anno questo è vero soltanto all’equatore.

Un’ultima curiosità è il fatto che le date non corrispondono quasi mai a quelle che abbiamo imparato a scuola 21 marzo, giugno, settembre e dicembre.

La spiegazione è che nel nostro calendario “gregoriano”, un anno dura 365 giorni, mentre la Terra, per girare intorno al sole, impiega esattamente 365 giorni, 5 ore e 48 minuti, cioè circa un quarto di giorno in più, . 

Per compensare questa differenza di tempo, si aggiunge un giorno in più ogni quattro anni nei famosi anni bisestili. 

Per me tutto questo è semplicemente affascinante! 

L’etimologia del termine “equinozio” deriva invece letteralmente dal latino “aequa nox” tradotto “notte uguale” (al giorno), per cui ogni punto del pianeta avrà 12 ore di luce e 12 ore di buio.

A livello più spirituale dovrebbe essere un momento di equilibrio e transizione, un periodo di passaggio, l’inizio di una fase più introspettiva e preparazione:, un’occasione per la riflessione interiore e la pianificazione futura. 

In molte antiche culture, più legate alla natura e all’agricoltura, era un momento celebrato, attraverso rituali di ringraziamento alle divinità per la fertilità e all’abbondanza dei frutti della terra, la fine di una fase di crescita e abbondanza (il raccolto), come anche di gratitudine per aver assicurato scorte e provviste per il prossimo periodo freddo. 

Antiche civiltà hanno costruito monumenti come la famosa Stonehenge, ove tutti gli enormi massi risultano allineati con i movimenti del sole durante l’equinozio, o come le ste piramidi e monumenti egizi anch’essi orientati in maniera particolare, testimoniando l’importanza spirituale di questo evento. 

Tornando a noi, l’equinozio d’autunno dovrebbe rappresentare un momento di equilibrio e integrazione degli opposti, luce e buio.

Un invito alla necessità di riflessione interiore e introspezione, visti gli eccessi raggiunti.

Riconoscere e integrare anche gli aspetti bui e meno consapevoli della propria personalità.

Anche per il mondo e la sua tristezza attuale, sarebbe auspicabile un momento di riflessione, di introspezione e silenzio, prima del passaggio, del cambiamento ad una stagione migliore.

Buona riflessione.

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