Un nuovo capitolo si apre nel dibattito sui centri migranti in Albania, con l’intervento della magistratura contabile per accertare presunti sprechi di denaro pubblico. L’organizzazione ActionAid ha consegnato un dossier alla Corte dei Conti, descrivendo un uso ingiustificato delle risorse statali. La segnalazione è indirizzata alla procura regionale del Lazio, con l’obiettivo di identificare responsabilità e possibili danni erariali.
**Costi Elevati e Allocazioni Controversie**
La costruzione dei centri migranti è iniziata con un investimento di 39,2 milioni di euro, salito a 73,48 milioni attraverso il Decreto PNRR 2. Il costo per singolo posto nei centri albanesi è sorprendentemente alto se paragonato ai corrispondenti centri italiani, superando i 153.000 euro rispetto ai 6.400 euro del centro di Modica.
**Critiche Operative e Rimpatri Inefficienti**
Il progetto albanese si è basato su modelli italiani già problematici, con rimpatri minimi rispetto al numero di persone transitate. In Italia, i rimpatri registrati sono stati appena cinque su 166 individui nel 2024, evidenziando inefficienze operative prevedibili anche per l’Albania.
**Spese Accessorie e Strutture Inutilizzate**
Oltre ai costi primari, emergono spese collaterali significative: manutenzione della nave Libra e contratti per strutture mai utilizzate, come il penitenziario di Gjader. Tali spese sollevano interrogativi sulla gestione trasparente delle risorse.
**Dubbi sull’Appalto e Cattura Istituzionale**
La trasparenza dell’appalto da 133 milioni di euro, gestito dalla cooperativa Medihospes, viene messa in discussione. Solo Medihospes ha partecipato alla procedura negoziata, senza gara aperta, suscitando sospetti di monopolio e spingendo fuori le piccole cooperative sociali dal mercato.
L’indagine da parte della Corte dei Conti e dell’ANAC è destinata a intensificarsi, delineando un quadro che non solo solleva preoccupazioni economiche, ma potenzialmente giudiziarie nel panorama delle politiche sui centri per migranti in Albania.
