Mele contaminate, contengono anche Pfas

Mele messe sotto il microscopio per capire quanto sane o poco sane possono essere. Uno studio rivela che il frutto più diffuso e forse più raccontato, dalle Sacre scritture ai cartoni animati, è anche quello che contiene più sostanze pericolose. 

 Il Pesticide action network Europe ha fatto una serie di analisi, rivelando la presenza dei pesticidi più noti e anche di Pfas, gli ormai celebri interferenti endocrini, inodori, incolori, insapori: sostanze che, a seguito di una prolungata esposizione, possono causare malattie (da quelle oncologiche a quelle del sistema nervoso centrale).

Lo sanno bene in Veneto, dove si è registrato il più grande caso di inquinamento ambientale: quello causato dalla società Miteni di Trissino (Vicenza), che questi impermeabilizzanti li produceva: Pfas che poi finivano anche nell’acqua potabile, come recita la sentenza di condanna del giugno 2025.

Dall’acqua alla frutta. Il report del Network ecologista ha preso in esame da tre a cinque campioni di diverse varietà di mele, per un totale di 59 campioni, provenienti da  Austria, Belgio, Croazia, Repubblica Ceca, Danimarca, Francia, Germania, Ungheria, Lussemburgo, Paesi Bassi, Polonia, Spagna, Svizzera  e Italia).  Nel  nostro Paese ne parla la rivista La via Libera, progetto editoriale  nato dalla collaborazione tra Libera (l’associazione di don Luigi Ciotti) e il Gruppo Abele. La raccolta è stata fatta direttamente dal cestino di due produttori locali, in Alto Adige. Le tipologie scelte sono Golden Delicious, Pinova, Jonagold, Gala, Sweetango.

“Il laboratorio indipendente – scrive Laura Fazzini – ha considerato contaminate da pesticidi tutte le mele che superano il valore minimo di quantificazione di 10 microgrammi di inquinante per chilo. Ebbene, il risultato è che l’85 per cento dei campioni è risultato contenere più di un residuo di pesticida”.

 Il 64 per cento dei campioni contiene almeno un pesticida prodotto con i composti Pfas, mentre pesticidi neurotossici sono stati rilevati nel 36 per cento dei campioni.

La maglia nera va alle mele acquistate in Lussemburgo e Repubblica Ceca, che sono risultate contenere 7 pesticidi in un solo frutto.

Per quanto riguarda l’Italia le analisi dicono che in quattro dei cinque campioni di mele sono stati trovati l’Acetaprimid e il Fludioxinil. Sempre da La via Libera: e quindi dal Pesticide action network europe: “Il primo è un insetticida tossico per le api, con risultati scientifici che indicano la tossicità per lo sviluppo cerebrale dei feti. Il secondo è un pesticida contenente Pfas, interferente endocrino e inserito nell’elenco dei pesticidi più tossici dell’Unione Europea”. 

Il cocktail di sostanze, che poi si degradano nell’ambiente in cui viviamo, è servito.

Fonte Byoblu

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