Un altro “complotto” dietro i fatti di Torino?

 Uno dei più noti retropensieri dei rivoluzionari -non solo di sinistra- è quello per il quale un aumento dei disordini porta un aumento della repressione che a sua volta porta autoritarismo e alla radicalizzazione e generalizzazione dello scontro. Ben lo sapevano gli strateghi della strategia stragista degli anni di piombo posta in essere proprio per rafforzare il detentore del potere che si fingeva di contestare. Oggi si protesta anche in maniera violenta e i fatti di Torino, se veri, fanno veramente ribrezzo. In Italia tutti sono scontenti, contadini ed impiegati, commercianti e artigiani, pensionati e giovani, pagatori di tasse e percettori di tasse, e un nuovo nemico come sono rappresentati quei ceffi vestiti di nero ed incappucciati (opportunamente portato in televisione dall’ennesimo video provvidenzialmente orientato su un poliziotto assalito selvaggiamente) è molto comodo ai potenti di oggi; e la classe dei ben pensanti -pensionati e dipendenti pubblici- si stringe istintivamente e accoratamente attorno al poliziotto assalito. Così i potenti faranno le loro cose più liberamente di prima. I terroristi incappucciati non sapevano questo? Quindi sono stati ispirati da qualche cellula deviata? Sotto il cappuccio chi stava veramente? Come si organizzano queste adunate? Chi detiene soldi, numeri di telefono, nomi e indirizzi di queste persone? O sono guidati da organizzazioni deviate? Possiamo mai credere che si tratti di un gruppo di pazzi che al posto di farsi una birra o una scampagnata vanno goliardicamente a distruggere le città? Chi li ha filmati? Come mai si trovava là e con calma olimpica ha potuto filmare così professionalmente? Tutto converge per una motivazione differente da quella apparentemente legata al centro sociale; peraltro sembra che fosse in fitto con canone regolarmente pagato anche se molto modesto. Sono temi non tanto fantasiosi o astratti -come sembrano a noi gente comune- e la “coincidenza” temporale con un governo in carica di destra che potrebbe essere fortemente tentato a dare una stretta forte alle libertà di manifestazione non sembra essere casuale. Inoltre questi incappucciati sembrano ben addestrati o almeno ben preparati ad affrontare uno scontro rischioso quasi siano protetti da qualcuno…e il pensiero va alle brigate rosse e al nostro Aldo Moro. Quindi questa pagina va ancora scritta ammesso che mai lo si potrà fare ed è un classico esempio di “complotto” ove il resto della società deve mantenere il sangue freddo. E se qualcuno dovesse avanzare qualcuna di queste domande poste qui sopra gli si dirà, minimizzandole, che chi le pone inventa complotti ed è una specie di terrapiattista…poi tra trenta anni o più quando ormai la frittata sarà fatta si comincerà a credere alla verità. Siamo tutti scontenti e gravemente arrabbiati ma dobbiamo mantenere il focus sul futuro democratico e non sul seguire nuove minoranze ancor peggiori di quelle che nell’ombra sono i veri perversi manovratori della politica. CANIO TRIONE

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