Finanziare ausiliari della riserva volontaria di Polizia e Carabinieri senza rafforzare gli organici permanenti e rivedere i tetti della legge Madia rischia di istituzionalizzare il precariato di Stato nella sicurezza. Lo dichiara Giuseppe Tiani, segretario generale del SIAP. «Per i Carabinieri il DDL disciplina reclutamento, ferma e retribuzione. Per la Polizia stanzia fondi e rinvia a successive norme, senza definire funzioni, impiego e tutele. Un salto nel buio. Riemerge il problema dei volontari senza certezza di stabilizzazione, già vissuto dai volontari in ferma prefissata, VFP1 e VFP4, impiegati in Strade Sicure, operazione avviata quando La Russa era ministro della Difesa. La sicurezza richiede personale stabile, non giovani dal futuro incerto. Nel testo manca un’integrazione del finanziamento per poter avviare e portare a regime la previdenza dedicata dei poliziotti, una grave lacuna, specie per il personale più giovane. Penalizzante e iniqua la rivalutazione parziale delle pensioni, che non tutela il potere d’acquisto di tutte le fasce dopo una vita di contributi.
Bene le misure per la natalità e la riduzione Irpef per il ceto medio, ma stipendi e pensioni restano poveri. Per le ricadute che ha sul personale di sicurezza e difesa la manovra ha una visione burocratica figlia del mancato confronto sindacale, sui delicati temi degli ausiliari per la riserva volontaria e della previdenza dedicata. La presidente Meloni partì bene nell’incontro con i sindacati di polizia del novembre 2023. È inspiegabile che nell’ultimo tratto della legislatura abbia rinunciato al confronto con il sindacato dei poliziotti come previsto dalla legge, presentando una manovra deludente per il futuro professionale e previdenziale di chi garantisce la sicurezza pubblica.
Necessario che Governo e Parlamento correggano il testo. Auspichiamo che le Commissioni Bilancio di Camera e Senato ci convochino in audizione, evitando ulteriori compressioni del dialogo e ascolto.
