Quattordici punti di distanza dalla vetta della classifica e nove dalla zona Champions.
Con la sconfitta di ieri a Torino il campionato del Napoli, rispetto alle ambizioni coltivate a inizio stagione, sta diventando un vero e proprio incubo sportivo.
E come se non bastassero i risultati negativi e le fragilità di una squadra che mostra sempre di più i propri limiti, fino a far pensare alla conclusione di un ciclo, ci si mettono anche gli infortuni che continuano a perseguitare Massimiliano Allegri. Ieri nella sfida con la Juventus si sono fatti male Di Lorenzo, De Bruyne e Olivera. Non si conosce ancora la gravità dei loro infortuni, ma è quasi certo che non potranno essere in campo mercoledì nella partita di Champions con il Porto.
Questi infortuni si uniscono a quelli di Buongiorno, Badiashile, Favasuli, Spinazzola, Lobotka, Alisson Santos e Neres e al momento è difficile ipotizzare quale formazione l’allenatore potrà schierare dopodomani. Per non parlare delle scelte che il tecnico livornese potrà fare in occasione della sfida alla capolista Lazio, in programma domenica prossima, nella quale oltre agli infortunati, Allegri non potrà disporre neppure di Marianucci che ieri è stato espulso e che dovrà scontare la squalifica.
Insomma il Napoli sta attraversando una crisi profonda e non si vede uno spiraglio di luce. Non ci sono certezze su come provare a venirne fuori perché la squadra dimostra fragilità in tutti i reparti e alterna qualche piccolo segnale di miglioramento e di ripresa a prestazioni sconfortanti, proprio come è avvenuto ieri a Torino in una partita in cui la squadra è riuscita a costruire solo due conclusioni indirizzate verso la porta della Juventus, un colpo di testa di Lucca, parato da Vicario e un tiro alto di Lang.
E poi c’è il problema degli infortuni ai quali è difficile, se non impossibile, dare una spiegazione e che, in ogni caso, non solo non si riesce a risolvere ma che addirittura si aggrava a ogni partita. La domanda che in tanti si pongono è se questa fragilità fisica non sia dovuta all’usura di tanti giocatori della rosa che hanno avuto una carriera molto faticosa e che non riescono più a sopportare lo stress degli impegni continui, richiesti dalla partite di campionato e da quelle di Champions League che si susseguono a ritmo incalzante.
La squadra, intanto, si è trasferita in Portogallo direttamente da Torino. La decisione è stata presa per motivi logistici, legati alla chiusura dell’aeroporto di Capodichino per lavori di rifacimento della pista. Al ritorno da Oporto, la squadra atterrerà a Salerno, anziché a Napoli.
