Siamo alla vigilia delle elezioni americane. I cittadini americani sono chiamati ad esprimersi sapendo che il loro voto sicuramente avrà una pesante influenza sulla sorte di mezzo mondo.
I commentatori si stanno scatenando per interpretare le motivazioni del futuro voto. Una specie di psicoanalisi collettiva. Queste interpretazioni avranno conseguenze serie sul futuro operato del Presidente. Ma come si può credere che decine di milioni di elettori possano avere una motivazione unica? Se costringi gli elettori ad un “si” o un “no” per uno dei due unici schieramenti non potrai mai avere una interpretazione affidabile del voto che così non avrà un senso razionale. È questo un modo di togliere al voto e alla democrazia il suo senso primario.
Se le liste fossero venti o cinquanta con caratteri differenti si potrebbe capire che aria tira in un elettorato ma se i “poli” sono due non potrai capire mai nulla delle opinioni dei cittadini e il “palazzo” se ne andrà per conto suo come effettivamente accade. Si tratta di banalità evidente che non solo non viene soddisfatta ma viene contrastata dallo scalino all’entrata di nuove idee politiche e relativi simboli che in tutto il mondo viene innalzato per paura della nuova proposta politica che potrebbe nascere. Ovviamente l’occupante dei Palazzi non ha interesse a permettere ad altri l’accesso al Parlamento e quindi questa deriva antidemocratica già avanzata si radicherà maggiormente.
L’effetto più evidente di questo imbavagliamento delle persone è lo scontro di piazza. Specie i giovani non si sentono rappresentati affatto e quindi protestano fino a cedere alla violenza di strada in risposta alla loro emarginazione politica. La cosa è gravissima ma chi può rimuoverla non ha interesse a farlo anzi nel nome della “governabilità” pensa a non andarsene da quelle poltrone non per consenso crescente ma per modifica del funzionamento delle istituzioni. Una follia.
Ma v’è una ulteriore complicazione: colui che viene scelto magari con il proprio nome in bella vista sul simbolo del partito, potrebbe subire la pressione di poteri esterni alle Istituzioni e alle volte anche provenienti dall’estero, i quali ultimi hanno interesse ad avere a che fare con chi non deve chiedere ad altri ma può decidere subito e favorevolmente. Si tratta di quei Poteri che la politica non controlla ma di cui subisce l’influenza. È evidente che quei poteri possono avere interesse ad influenzare gli elettori nei modi più diversi anche legittimi. Quindi la apertura a nuove idee è la condizione minima per limitare questa influenza che ormai è una minaccia diretta e immediata per gli stati e le organizzazioni di stati.
Quindi se si parla di interpretare le elezioni e determinare la futura politica in base a quella interpretazione si deve partire da un ventaglio di partiti differenti e molto numeroso, diversamente cediamo alle tentazioni autoritarie sempre più forti quanto più ci si avvicina al modello bipartitico. Peraltro in economia il duopolio non è l’anticamera del monopolio? monopolio che -sappiamo- decide come vuole dei tuoi soldi? che è poi quello che sta accadendo dopo l’accentramento planetario del potere economico? chi ci salverà? La Cina?
Per il momento sembra che le bizzarie del Presidente non siano piaciute agli americani che quindi potrebbero andare a votare ad altri non per merito ma per demerito dell’attuale Amministrazione. Gli italiani sono avvisati! Ecco spiegato il senso del voto: non sapendo nulla ci accontentiamo di dire cosa NON va agli americani e non cosa vogliono.
CANIO TRIONE
