Riuscito il Sit-In delle associazioni per rimuovere la targa UNESCO al centro storico di Napoli

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La misura è davvero colma. Come se sulla città aleggiasse una sorta di moderna maledizione per effetto della quale una divinità diabolica, corrotta e corruttrice – sotto le mentite spoglie di un benessere d’apparenza dovuto al turismo – mettesse in atto un piano per avvelenare Partenope con un’azione di distruzione lenta e costante.
Il fallimento di tre grandi progetti, un degrado tangibile, un senso di abbandono respirabile, infine la perdita di oltre 500 milioni di fondi europei, destinati alla riqualificazione del centro storico più grande è importante d’Europa in quasi 30 anni di tutela speciale.
Per dire “Basta!” a questa inaccettabile deriva, comitati, associazioni e cittadini sono scese in piazza (quella del Gesù – per la precisione) per un “sit-in” finalizzato a chiedere provocatoriamente alle istituzioni locali di rimuovere la Targa del prestigioso riconoscimento Unesco, avvenuto nel 1995, per conclamata indegnità.  

L’esplosione dei dehors e dei tavolini, che hanno invaso tutto il centro storico, impedisce ormai l’accesso e la visita dei luoghi dell’arte sommersi dai fast food e dalle friggitorie che hanno trasformato i Decumani in una gigantesca tavola calda a cielo aperto. La mancata applicazione del Piano di Gestione, deliberato dall’amministrazione Iervolino dodici anni fa, ha poi determinato l’anarchia in tutto il centro storico con l’invasione delle pizzetterie e del commercio abusivo che hanno stravolto di fatto l’identità storica artistica e culturale di tutto il territorio.

Ricordando la motivazione con la quale la città – nel 1995 – aveva ricevuto il prestigioso riconoscimento, impossibile non sposare l’appassionata iniziativa:
“Napoli è una delle città più antiche d’Europa, il cui tessuto urbano contemporaneo preserva gli elementi della sua lunga e importante storia”.  

Che sotto la famigerata targa al centro dell’iniziativa, sbiadita ed irriconoscibile come la città, ci fosse l’ambulanza mobile dell’AVIS a raccogliere meritoriamente plasma ha strappato più di un sorriso a chi faceva notare la singolare assonanza con il fatto che a questa città si stia “…sottraendo letteralmente il sangue…”.

E così, tra una maledizione e un sorriso, hanno aderito al sit-in le sigle: Progetto Napoli, Cittadinanza Attiva x Napoli, A.C. Centro Storico Napoli, Telefono Blu Napoli, Incontri Napoletani, Obiettivo Famiglia Federcasalinghe, Tiziana Iorio, Insieme x Innovare, Gino Giammarino C(R)T Comitato (R)Eesistenze Territoriali, Francesco Iannello – Assise Palazzo Marigliano, Riccardo Caniparoli – Italia Nostra, Pino De Stasio – consigliere Seconda Municipalità Napoli, I Sedili di Napoli, Marì Muscarà – consigliere Regione Campania, Siti Reali, Rina Valeria De Lorenzo ex Parlamentare, Vincenzo Giunta, Pietro Spirito, Antonella Fabbricatore, Patrizia Carelli, Nada Salineri, Elisabetta Capodilupo, Acmè Napoli.

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