Camaldoli in fiamme, è polemica sui voli antincendio

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Bruciano i Camaldoli, la collina che col suo eremo domina Napoli, e con la cenere piovono sulla città anche le polemiche sui soccorsi, tardivi per alcuni.

 L’incendio, molto probabilmente di natura dolosa e domato solo a distanza di oltre ventiquattro ore, si è sviluppato nel primo pomeriggio di ieri a ridosso dei quartieri popolosi del Vomero e di Soccavo, con fiamme visibili anche a diversi chilometri di distanza a lambire le case e a fare terra bruciata di boschi e castagneti. Solo stamani, con l’ausilio di tre canadair, è stato possibile contrastarlo in maniera efficace. Mezzi che – come sottolineato dal sindaco Manfredi che cita i vigili del fuoco – nel pomeriggio di ieri non erano disponibili. “Abbiamo seguito le procedure” la replica del Dipartimento dei Vigili del Fuoco.

In un primo momento, come ricostruiscono gli stessi vigili del fuoco, “le squadre hanno subito adottato le procedure previste per l’anticendio, compresa l’attivazione del soccorso aereo, prima con un mezzo regionale e successivamente con due velivoli della flotta nazionale”, si tratta di tre elicotteri, “che hanno effettuato lanci d’acqua fino a sera, mentre 8 squadre di pompieri più quelle della Protezione civile hanno continuato ad operare da terra per tutta la notte”.

Ma per venire a capo del rogo, che ha interessato una vasta zona, si è dovuto aspettare che facesse giorno e che entrassero in azione gli aerei antincendio. In particolare, un canadair dei vigili del fuoco partito da Ciampino, con una capacità di 6.130 litri. La città si è risvegliata coperta di cenere in varie zone, e con il cielo ingrigito. Tanti i residenti che non hanno potuto dormire a causa del fumo acre. Incalcolabili i danni all’ambiente.
    A complicare le cose ci si è messo anche il vento. Come ha spiegato il sindaco Manfredi: “La situazione era molto complessa perché il fronte dell’incendio ha cambiato direzione molte volte, quindi questo ha reso molto difficile le operazioni di spegnimento”. Il vento, dunque, ma non solo. “C’è stata anche – ha sottolineato Manfredi – la mancanza di mezzi aerei che non sono potuti intervenire quando c’è stato il buio, questo ha reso le operazioni molto difficili. L’intervento stamattina di tre Canadair ha consentito di mettere in sicurezza la situazione”.

Prima non è stato possibile. Il perché lo spiega lo stesso primo cittadino: “Ho parlato con il comandante dei vigili del fuoco e mi ha detto che non c’era una disponibilità di mezzi aerei più importanti nel pomeriggio. Questo è quanto mi è stato riferito – ha aggiunto – e che quindi sono intervenuti solamente gli elicotteri”. Mancanza di mezzi adeguati ma non solo. “C’è stato in realtà un altro problema – prosegue Manfredi – che è la presenza di cavi di alta tensione in quell’area che ha impedito agli elicotteri di poter lavorare liberamente, quindi si è dovuto aspettare prima la messa in sicurezza sull’impianto di alta tensione”.

Sulla vicenda, pronta un’interrogazione parlamentare.

L’annuncia il deputato di Avs Francesco Borrelli “per sapere perché i mezzi aerei sono arrivati con molte ore di ritardo rispetto alle segnalazioni dei cittadini e dei vigili del fuoco”. Dal canto suo il prefetto di Napoli, Michele di Bari, sottolinea: “È stato attivato immediatamente il centro soccorsi. E non è vero che le suore siano state evacuate. La risposta data è la più adeguata possibile”. (ansa)

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